+ Energia Nuova

+ energia nuova, neoartgallery, Giorgio Bertozzi

Con il Patrocinio del Comune di Marino, l’Associazione Culturale Neoartgallery,

a cura di  Giorgio Bertozzi e Ferdan Yusufi

+ Energia Nuova

tre soluzioni al rebus dell’arte

Il progetto nasce dal pensiero visionario e creativo di  Hector Rigel

Con  le opere di Saverio Marrocco, Laura Migotto e Valter Vari il Museo Civico Umberto Mastroianni di Marino si trasforma in un autentico laboratorio di enigmistica visiva. La mostra non è una semplice collettiva, ma una “tripersonale” che mette in relazione tre linguaggi apparentemente distanti eppure profondamente complementari: la sapienza del ferro, la scenografia visionaria e la razionalità architettonica.

Il titolo stesso si presenta come un rebus grafico, capace di evocare mistero, ambiguità e stratificazioni di senso. Il rebus non è soltanto un gioco enigmistico, ma una metafora dell’esistenza: un percorso fatto di interrogativi, di intuizioni e di possibilità interpretative. In questo contesto lo spettatore non è più un osservatore passivo, ma un “decifratore”, chiamato a ricostruire significati e a trovare in ogni opera la propria chiave di lettura.

Tradizione e innovazione si fondono in un intreccio dinamico che genera visioni plurali. I tre artisti, pur provenendo da ambiti diversi, intrecciano le loro ricerche in un dialogo serrato tra materia, spazio e immaginazione. L’esposizione non si configura come una semplice raccolta di opere, ma come un viaggio: un attraversamento di mondi onirici che spingono oltre i confini del reale e aprono spazi di contemplazione e di pensiero.

Saverio Marrocco, fabbro d’arte, lavora il ferro con una forza primigenia che richiama la grande tradizione del Novecento, trasformando la materia grezza in forme complesse e raffinate. Nelle sue opere il passato non è nostalgia, ma energia attiva, una radice viva che diventa slancio verso il futuro.

Come afferma lo stesso Marrocco:

«Per me il ferro è una lingua antica che non ha mai smesso di parlare. Ogni colpo, ogni piega, ogni saldatura è come una sillaba di un discorso che nasce dalla materia stessa. In questa mostra il rebus è proprio il metallo: duro, resistente, ma capace di raccontare emozioni, fragilità e memoria. Non voglio dare soluzioni, ma creare forme che spingano chi guarda a interrogarsi, a “leggere” il ferro come si legge una parola misteriosa, lentamente, fino a sentirne il significato».

Laura Migotto, artista e scenografa, introduce un dinamismo poetico che dialoga con la classicità, la sezione aurea e il mito. Le sue figure, immerse in un contesto contemporaneo, sono costellate di simboli e dettagli che funzionano come rebus visivi. La spirale, segno ricorrente e cifra identitaria della sua ricerca, diventa metafora del tempo: un movimento continuo che avvolge, scorre e si espande.

«L’idea del rebus – spiega Migotto – nasce dal desiderio di non offrire risposte preconfezionate. Vogliamo che il pubblico “sfogli” la mostra come un libro di enigmi, dove la spirale di una scultura o la piega di un metallo diventino lettere di un alfabeto nuovo».

Valter Vari, architetto e artista, costruisce la struttura concettuale che unisce segno e spazio. Il suo lavoro si fonda sullo studio essenziale della traccia, sulla lettura minimalista dello spazio e sulla sperimentazione di tecniche e supporti. Gli oggetti, trasformati e decontestualizzati, vengono restituiti a una nuova possibilità di esistenza e di significato.

Nelle sue parole:

«Il mio lavoro parte dal segno e dallo spazio come elementi essenziali di un linguaggio. Il rebus, per me, è nella relazione tra ciò che è visibile e ciò che è solo suggerito. Le mie opere non spiegano, ma indicano una direzione: sono tracce, frammenti di un ordine possibile. Lo spettatore completa l’opera quando prova a ricostruire il legame tra forma, vuoto e struttura. È lì che nasce il vero enigma, ed è lì che l’arte diventa esperienza».

Il percorso espositivo si sviluppa come un’esperienza immersiva e fluida, in cui ogni opera contiene un enigma aperto all’interpretazione. Anche il catalogo “in divenire” riflette questa visione: non un semplice apparato critico, ma un oggetto dinamico, fatto di frammenti testuali, suggestioni visive e rimandi simbolici.

In un’epoca segnata dal sovraccarico informativo, +energia N(uova) propone un ritorno alla lentezza, al piacere della scoperta e alla forza della materia trasformata dall’ingegno umano. È un invito a riscoprire l’arte come spazio di interrogazione, dove ogni opera non fornisce risposte definitive, ma apre nuove possibilità di senso.

+ energia nuova, neoartgallery, Giorgio Bertozzi

Piazza Matteotti, 13 – 00047 Marino  ROMA

Tel: 069385681 / 0693802069.

Email: museocivico@comune.marino.rm.it.

Inaugurazione sabato 7 febbraio 2026   ore 17.00

La mostra prosegue dal 9 al 21 febbraio 2026

Dal Martedì al Venerdì ore 16-19

Sabato e Domenica 10-12/16-19

Nel giorno dell’inaugurazione sabato 7 febbraio 2026 sarà offerto un cocktail di benvenuto

Immagine Coordinata a cura di Stefano Ferracci – Tangram Gallery

Il Museo civico “Umberto Mastroianni” è un museo della città di Marino. La raccolta archeologica di oggetti artistici provenienti dal territorio comunale è stata costituita a partire dal 1904; l’attuale museo è stato inaugurato nel 2000 nei locali della ex-chiesa di Santa Lucia.